Recensione: Soap&Skin – “Narrow”

All’inizio di Dicembre Anja Plaschg, in arte Soap & Skin, aveva annunciato l’uscita del suo prossimo album il 10 Febbraio 2012.
L’oscura e dannata cantante austriaca ha pubblicato sul suo sito ufficiale il pre-order di “Narrow” (in versione CD a € 12,00 e in versione vinile a € 15,00) e per l’occasione ha “regalato” ai suoi fan lo streaming dell’intero album ascoltabile sul sito dello Store per un tempo limitato.

Come ci si aspettava l’album, composto da 8 brani, contiene pezzi inediti ma già noti ai fan della giovanissima cantautrice: i primi 4 brani (“Vater”, “Voyage Voyage”, “Deathmental” e “Cradlesong“) venivano eseguiti abitualmente durante i concerti dell’ultimo tour, mentre “Boat Turns Toward The Port” era apparsa il 15 Maggio scorso, nel silenzio generale e con la sopresa di tutti, su Youtube.

Ma andiamo con ordine.
Vater” ha il ruolo di aprire questo nuovo straordinario progetto della giovane talentuosissima pianista di Gnas, per la prima volta (se escludiano “Interview” cantata con la connazionale e omonima Heartmill e contenuta nel vinile di “Spiracle”) sentiamo Anja cantare nella sua lingua natale in una canzone tanto dolce quanto straziante dedicata alla perdita del padre. Il pianoforte suonato con abile maestria accompagna la tetra voce di una figlia sofferente (“Lass mich rein, rein, beinhart wie du sein/lass mich in dein Aug’ hinein/Ich will es seh’n, die Prüfung besteh’n/ohne Pein, ohne Pein/lass mich rein, du Stein/Mir hilft kein Warten und kein Wein/kein Schreien.”).
Voyage Voyage” è la cover cantata in stile Soap del celebre brano pop anni ’80 della francese Desireless: come ogni cover che la cantante austriaca ha eseguito nella sua carriera (Velver Underground, Nico, Cat Power, Bob Dylan e “Meltdown” della colonna sonora di “Requiem for a Dream”), anche in questo caso Anja riesce a donare alla canzone originale qualcosa in più, un tocco personale che dona un valore aggiunto ai brani di partenza.

Riprendendo la sontuosità travolgente di “Marche Funebre” e i suoni elettronici martellanti di “DDMMYYYY“, “Deathmental” fonde queste due caratteristiche arrivando ad una carica musicale da far rizzare i capelli, una metaforica lirica gotica che offre 4 minuti di genuina violenza sonica.
L’ingannevolmente gentile ninna nanna “Cradlesong” potrebbe attirare l’ascoltatore con la sua melodia cullante, ma i suoi testi porterebbero a una notte dolorosamente insonne, mentre la soave “Wonder” suona come una corale preghiera di speranza, un benvenuto a braccia aperte per aiutare a superare la propria disperazione individuale (“Don’t forget to pray/to keep it away/away from every day/where you wonder.”).
Mentre la gentile e amara “Lost” piange con rassegnata dignità una sofferta perdita.

Boat Turns Toward The Port” si costruisce maestosamente in un crescendo emotivo attorno ad un loop di suoni che ricordano una vecchia macchina da scrivere (o un registratore di cassa) e prima che l’ascoltatore possa decodificarla è già finita, allettantemente fuori portata.
La forza orchestrale della tormentata aria d’addio “Big Hand Nails Down” grida per un gran finale in CinemaScope, per una fine che sia fine di tutto.

Anja continua a dare, anche con questo album, una perfetta dimostrazione di quelle che sono le sue straordinarie qualità musicali. Un’artista, che nonostante i suoi 21 anni, possiede una profondità creativa ed una potenza espressiva uniche nel suo genere e che sicuramente merita il titolo di astro nascente nello scenario della musica dark-alternative.
“Narrow” è un album perfettamente compiuto e strutturato che rappresenta perfettamente lo stato d’animo sofferto e malinconico che caratterizza la tenebrosa Soap&Skin, una prova schiacchiante che la vulnerabilità può portare alla creatione di ottima musica.


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