Recensione: Le Idi di Marzo

Regia: George Clooney
Drammatico
2011

Il quarto film da regista di Clooney segna il ritorno sulle tematiche politiche/mediatiche dopo l’interessante Good Night, and Good Luck. Questa volta l’ambientazione sono le primarie dei Democratici negli USA e il candidato Mike Morris (George Clooney) è supportato da un ufficio stampa con a capo due personaggi molto competenti, i migliori sul campo: Stephen Myers (interpretato da Ryan Gosling) e Paul Zara (Philip Seymour Hoffman).
Ma il vero tema del film non è la politica o i meccanismi che ci sono dietro. Le Idi di Marzo è un film sulla perdita dell’integrità, sulla seduzione del potere, nonché una cinica visione dell’animo umano, il che fa di questa pellicola un po’ il The Social Network di quest’anno, anche se molto meno stiloso e dark, ma più serio, impegnato e vero.
Le trame e gli intrighi in cui i personaggi vengono a trovarsi sono supportati da una sceneggiatura da Oscar, recitata poi magistralmente da un cast fenomenale su cui regna e splende l’astro nascente di Ryan Gosling. Come in Drive, Gosling si dimostra il re dei silenzi e di quelle espressioni che sottopelle emergono per dire quel che le parole non sono in grado di comunicare. Al top, come al solito, Philip Seymour Hoffman, mentre bravo, ma con la solita espressione di tutti i film, George Clooney.
Il titolo, citazione di Plutarco e Shakespeare, ha lo scopo immediato di farci riflettere sulla maliziosa pugnalata alle spalle che ha ucciso Giulio Cesare il 15 Marzo del 44 a.C. e forse per suggerire che le cose sono sempre state così.
In questo film nessuno ha le mani pulite: ognuno finisce per combattere per salvare se stesso, la propria carriera e ambizione. Ma è meglio vincere e realizzare metà dei propri desideri o conservare la purezza e ottenere un bel niente? Clooney ci lancia questa domanda prensetandoci le questioni politiche del film e attirandoci direttamente dentro al dramma, con l’utilizzo di larghi primi piani, in modo da condividere una complice intimità con i personaggi. Ma in un momento cruciale del film, veniamo lasciati fuori invitati a speculare, quando il governatore invita il suo manager della campagna a salire sulla sua limousine nera.
Non possiamo vedere attraverso il vetro oscurato e non sentiamo una parola. Ma sappiamo che quando Hoffman esce e la macchina riparte, un Rubicone è stato attraversato.
“Le Idi di Marzo” è un film serio che conferma Clooney come un regista capace di saldare i suoi colleghi attori in un risultato completo ed efficace che fonde la tensione drammatica con l’attenzione morale. 
Clooney è un liberale critico, ma l’autocritica presente in questo film non è volta ad attaccare il partito democratico in sé quanto piuttosto le complicazioni e i capricci che si innescano dietro la politica elettorale.
“Le Idi di Marzo” presenta personaggi moralmente ambigui che sono meno preoccupati di sporcarsi le mani che di fare in modo che nessuno lo sappia. Il film è una dimostrazione di machiavellismo più che della duale nozione manichea del “giusto e sbagliato”: non si ricorre alla semplice equazione per cui le azioni dei personaggi indicano chi è il “buono” e chi il “cattivo”.

Una replica a “Recensione: Le Idi di Marzo”

  1. Augurandoti un buon Natale e un felice anno nuovo, invito te e i tuoi visitatori a votare i migliori film e attori del 2011. Come blogger di cinema, ti ricordo di votare anche nella sezione apposita.I MIGLIORI FILM DEL 2011

    "Mi piace"

Scrivi una risposta a Amos Gitai Cancella risposta