E’ passata solo una settimana dalla sua public release e Star Wars: The Old Republic ha superato di già il milione di giocatori. Il nuovo videogioco della Bioware, prodotto naturalmente dalla LucasArts, ci ripropone i temi di una delle saghe più famose al mondo e decolla come potevamo facilmente aspettarci. Nonostante i numerosi dubbi sulla riuscita del titolo e sul fatto che ci era stata proposta una insolita versione Online, la casa produttrice ha sbaragliato addirittura la concorrenza F2P, ha superato ogni aspettativa ed è riuscita a risolvere all’ultimo secondo i problemi di server overload.
Ma veniamo al titolo.
“Star Wars: The Old Republic” segue il plot narrativo proposto dai titoli precedenti “Star Wars: Knights of the Old Republic” Volume 1 e 2 e cioè, ambienta la storia ben 3000 anni prima della grande battaglia di Yavin IV proposta nel capolavoro cinematografico di George Lucas negli anni ’70. Sarà stato il cambio del team di sviluppo, sarà stata la trama della Old Republic Era ad interessare maggiormente i giocatori, ma resta il fatto che il titolo Bioware si presenta colossalmente differente da un altro esperimento multiplayer della LucasArts, alias il defunto “Star Wars: Galaxies“, il quale fu un clamoroso flop sotto differenti aspetti.
Cito qui la trama:
“…Una grande flotta Sith appare all’improvviso dalle profondità dello spazio e scatena un’offensiva su vasta scala con il sogno di vendicarsi dei loro antichi nemici, i Jedi; decine di mondi dell’Orlo Esterno vengono immediatamente conquistati e molti sistemi vengono messi sotto assedio. Violenti scontri con l’esercito repubblicano si susseguono senza tregua in tutta la galassia coinvolgendo milioni di persone e riducendo moltissimi pianeti in rovina: nonostante lo strangolamento di frequentatissime rotte commerciali e la distruzione di basi militari strategiche e spazioporti vitali, la Repubblica resiste, sorprendendo non poco gli invasori. Mentre l’Impero Sith e la Repubblica sono impegnati nei colloqui di pace, un’armata d’elitè guidata da intraprendenti Signori dei Sith compie un feroce saccheggio a Coruscant, distruggendo il Tempio jedi e costringendo ad un’umiliante armistizio la Repubblica; gli jedi si ritirarono sul pianeta Tython cercando di ricostruire l’ordine ormai in frantumi.
Negli anni successivi al trattato, la paura e l’incertezza hanno attanagliato la galassia, il che ha permesso all’Imperatore Sith di perseguire i suoi misteriosi scopi, mentre la Repubblica si è concentrata a ricostruire la sua forza militare. Attualmente, le tensioni tra la Repubblica e l’Impero sono in continuo aumento, segno dell’avvicinarsi di un secondo conflitto destinato a stabilire chi sarà a governare i pianeti e i popoli della galassia…”
In SW:TOR potremo giocare come Jedi o come Sith, ovvero come rappresentanti delle caste monastiche avverse, ma potremo anche interpretare un personaggio che sceglie di intraprendere la carriera militare, senza far rimanere fuori la possibilità di assumere il ruolo di contrabbandiere o mercenario. Abbiamo un totale di 4 classi iniziali per fazione (Repubblica e Impero) che sono categoricamente speculari e rappresentano i ruoli principali rintracciabili in ogni MMORPG: il Tank che arreca danni senza minimamente esser scalfito (Jedi Knight vs. Sith Warrior/Trooper vs. Bounty Hunter), il DPS/Healer che dalle retrovie usa attacchi a lungo raggio e si prende cura del party (Jedi Consular vs. Sith Inquisitor) e il Buffer che aumenta le statistiche degli altri giocatori consentendo così enormi vantaggi agli alleati (Smuggler vs. Imperial Agent).Ma non prendetela male se la scelta della vostra classe non rispecchia proprio ciò che volevate dai vostri personaggi, poiché lungo la storia, come in ogni storia Bioware, incontrerete dei Companions che svolgeranno i ruoli in cui voi sarete carenti. Per ogni classe scelta ci sarà un companion differente che oltre a fungere da ruolo complementare, sarà utile per svolgere i Dungeon che prevedono un Party da 2+ a 4+ players. Naturalmente, i Party da 2+ giocatori saranno difficili, ma teoricamente saranno affrontabili da soli con il proprio companion gestito dalla I.A., per evitare di doversi totalmente affidare agli altri giocatori online, impoverendo così la trama a favore di una ricerca spasmodica in chat.
Dal punto di vista narrativo, SW:TOR appare fin dai primi istanti ineccepibile. La cura per i dettagli, la varietà nelle risposte e l’enorme mole di lavoro compiuto nel doppiaggio, giustificano ampiamente il costo del canone mensile. La trama ci porta in lungo e in largo per la galassia, su pianeti noti e pianeti sconosciuti, tutti comunque caratterizzati al massimo da una storia principale e da decine e decine di sub-quests. E’ proprio vero che questo capitolo racchiude in sé almeno la storia di 3 interi giochi.
Dal punto di vista innovativo, invece, SW:TOR non brilla come si poteva pensare. Il gioco, infatti, non porta alcuna novità tecnica a ciò che è rintracciabili in altri MMORPG. La sola ambientazione “spaziale” non riesce a distogliere l’attenzione dal comparare il titolo al patriarca “World of Warcraft“, dal quale SW:TOR prende spunto e non se ne vergogna minimamente.
Invece, se parliamo del compartimento tecnico, la grafica non appare dotata di enorme qualità, poiché dietro all’aspetto cartoon dei personaggi, c’è poca scelta nella personalizzazione iniziale delle fattezze dell’avatar e ciò sfocia nel triste caso in cui è possibile trovare personaggi simili al proprio. Le animazioni ‘sociali’ sono un po’ datate e meccaniche, qualche bug, la poca fantasia nel crafting, l’assenza di una personalizzazione per l’interfaccia, la mancanza di varietà di dettaglio nell’equipaggiamento e la poca specificità nell’evoluzione della classe non rendono un grande onore al titolo, ma un vero appassionato di Star Wars può pure chiudere un occhio a riguardo (…e magari spegnere l’opzione ‘Ombre’ se non possiede una scheda grafica davvero buona). La cura nella ricostruzione dei livelli, però, è ammirabile e crea bene l’atmosfera. I “muri invisibili” hanno permesso di dare al giocatore enormi livelli, suddivisi in aree nelle quali ben poco dovremo aspettare caricamenti di sorta.
Perciò, lungi dal trovare Jedi o Sith immortali come ci siamo abituati a vedere nei film. Qui, ogni giocatore ha un suo ruolo e paradossalmente un Jedi può essere sconfitto da uno Smuggler o da un Trooper. Lo immaginate uno Storm Trooper singolo che ammazza Obi Wan Kenobi? Io no, ma per le esigenze del gioco non potevano fare differentemente. Chissà se nel PvP si potranno vedere simili cose.
Passando alle battaglie spaziali, sono assolutamente uniche e fantastiche. Possono essere ripetute per ottenere punti esperienza e crediti da spendere, ma le si ripeterebbero all’infinito se la trama non fosse già convincente. Esse sono un gioco quasi a parte: una specie di Space Invaders in 3D in cui ci troviamo alle prese con un percorso ben definito, ma irto di centinaia di pericoli e obiettivi da abbattere. Gli obiettivi sono ben evidenziati, poiché la confusione della battaglia viene riprodotta al millimetro e ci fa calare nei panni di un pilota provetto. L’astronave sarà personalizzabile nell’equipaggiamento e così come accade per gli oggetti più rari dell’equipaggiamento del personaggio, avremo bisogno delle “Medaglie” per acquistare i pezzi davvero potenti. Le medaglie, ovviamente, si conquistano con le imprese eroiche o con le missioni.E mentre noi saremo impegnati nelle nostre missioni, potremo mandare i nostri companions a compiere missioni per noi o a rivendere gli oggetti inutili al villaggio, così da non interrompere la main quest o la sub-quest di turno. In effetti, una simile feature è davvero deliziosa se per attraversare una delle aree di un livello ci vogliono 5-10 minuti.
Una nota davvero dolente, invece, è l’attuale mancanza di Achievement, ben presenti invece in altri giochi MMORPG. Gli Achievement spingono il giocatore letteralmente a non avere più una vita sociale e a rimanere per secoli attaccato avanti ad un PC per sbloccare l’ultima medaglia dell’ultimo boss di chissà quale remoto mondo. Che la Bioware voglia graziarci e voglia ricordarci che questo quasi-capolavoro potrebbe già di per sé generare assuefazione? Per chi non ritiene che l’ “universo espanso” di SW sia già abbastanza vasto: andate a comprare questo titolo. Ne vale davvero la pena.
Confidiamo nella Patch 1.01 in lancio alle 17.00 di oggi.


Scrivi una risposta a naseljenik Cancella risposta