Pop/Rock
Mom+Pop
2012
Sono tornati gli Sleigh Bells dopo il loro roboante esordio con Treats, un album convincente, ma che mostrava già tutti i limiti di una band che al secondo tentativo avrebbe avuto bisogno di rinnovarsi per poter continuare. E’ accaduto quanto sperato? Verrebbe da dire proprio di no.
Ok, sono cool. Ok, spaccano i culi. Ma ci va molto a fare un disco così? L’impressione che si ha ascoltandolo è indubbiamente no: schitarrate cafone, vocina femminile delicata, drum machine velocissime e rumoracci buttati a caso. E’ tutto qui quello che hanno da offrirci Derek Edward Miller e Alexis Krauss.
Iniziamo con un’apertura da stadio, “True Shred Guitar”, cafona come ci aspetteremmo.
“Born to Lose” poi è, né più né meno, la stessa solfa di Treats: con la voce delicata che si appoggia sull’inferno felice velocissimo. D’effetto, ma una volta. Irripetibile per tutto il disco.
“Crush” è incredibilmente pop, non ci si può far nulla e, come spesso accade, il problema non è tanto il genere quanto l’assoluta assenza di caratterizzazione.
Gli Sleigh Bells tentano anche la ballad, ma il risultato è quello che si potrebbe definire un vero e proprio epic fail.
E’ la volta poi del secondo singolo, “Comback Kid“, che in mezzo alla stessa formula riproposta fino allo sfinimento, non si differenzia (non sia mai eh!) ma almeno si distingue, ponendosi come l’altro highlight dopo “Born to Lose”.
Se poi ci sforzassimo di trovare qualcosa, potremmo arrivare a sostenere che in “You Lose Me” ci sono degli elementi di witch house, ma sarebbe un po’ forzato.
Reign of Terror quindi soffre delle stesse lacune di Treats a cui però si perdonava l’ingenuità dell’esordio. E’ il più becero dei more of the same e una volta ascoltati i due pezzi meritevoli potete tranquillamente cestinare (o archiviare se siete dei romaticoni) il disco.


Rispondi