Recensione: Die Antwoord – Ten$Ion

Hip Hop/ Rap-rave
Zef Recrods
2012

I Die Antwoord (che significa La Risposta in Afrikaans) sono un gruppo hip hop di Città del Capo, Sud Africa, composto da Ninja (Watkin Tudor Jones), Yo-Landi Vi$$er (Anri Du Toit) e DJ Hi-Tek (Justin de Nobrega).
Poco famosi nel nostro Paese, il trio sudafricano è in realtà attivo dal 2008 e conta al momento due album, il precedente $O$ e il nuovo Ten$Ion (insieme a due EP); la loro scoperta è legata al loro primo singolo, “Enter the Ninja“, diventato brevemente un viral video e che gli ha regalato anche il premio di “Best Music Video of 2010” su Myspace.
Se si tratti di un atto di “comedy rap” o un progetto d’arte concettuale non ci è dato sapere e qualsiasi sia la vostra opinione sul rave dei rappers Die Antwoord, il loro nuovo album è un piacere raro. E se pensate che una visione culturale del paese sudafricano sia abbastanza intrigante, Ten$Ion è la rappresentazione del Sud Africa moderno è questo non può che essere estremamente entusiasmante. La band è un esperimento unico nel suo genere: formata da due rapper e un dj che si pongono come obiettivo l’unione attraverso la musica di diverse culture: afrikaaner, inglese e xhosa.

Ten$Ion è il risultato di molte cose. In primo luogo c’è un’ attenta e specifica selezione di sottogeneri della “urban music”: l’album riunisce gli aggressivi elementi di rave caratterizzati da una potenza militarista (“Baby On Fire“) con l’electroclash cresciuto di “I Fink U Freeky“; rigide interpretazioni europee di gangster rap (“So What“) si incontrano con il metallico dubstep di “Never Le Nkemise 1″. L’opener “Never Le Nkemise 1” è la realizzazione di un desiderio hip-hop (“I’m indestructible / Gangsta number one”) che si diletta in un dubstep da krumping, mentre la successiva “I Fink U Freeky” abbraccia il bubblegum pop e quando la squittante Yo-Landi Vi$$er ripete il suo ritornello “I fink u freeky and I like you a lot” sembra quasi fare il verso alle Spice Girls.
Dalla tribale e piena di insulti “Hey Sexy” si passa al percussivo attacco di “Fatty Boom Boom“, una delle poche tracce in cui Ninja e Yolandi lasciano davvero che le loro abilità con il microfono splendano, accompagnati dai bassi alternati ai blips Atari di Hi-Tek. So What?” risulta essere un tentativo di gangsta-rap in stile Los Angeles sostenuto con la loro ex etichetta (la Interscope), mentre la ballabileBaby On Fire” sia avvicina più al rap dalle tinte europee in cui le, forse un po’ inutili, linee di Yolandi si frappongono alle armonie di  Ninja che sembrano pronte a essere gridate a squarciagola con lo stadio in visibilio per il coro. Se nel complesso sembra che il gruppo abbia giocato forse troppo sicuro, basandosi più su melodie generiche e ballabili, questo sembra contrastare con il fatto che Die Antwoord hanno rotto i legami con la Interscope (“Dropped them like a sack of bricks tied to my leg” rappa Ninja in “Hey Sexy“) decidendo di autopubblicare l’album piuttosto che attenuarne il contenuto. “Fok Julie Naaiers“, traducibile con un sobrio “Fottetevi tutti quanti”, sembra dimostrare pienamente questa tesi. La successiva “DJ Hi-Tek Rulez è stata attaccata dai produttori della band come una traccia spietatamente omofoba, ma Ninja ha prontamente spiegato che DJ Hi-Tek è gay e completamente a suo agio con la parola “faggot” e che il testo, in realtà, è tratto da un discorso di Mike Tyson.
La chiusura “Never Le Nkemise 2” inizia come un proclama ribelle (“South Africa 2012/we’re in the future now/just because the whole world is going to end/doesn’t mean that we’re going to out like that, too/fuck the system/we have our own system/we have our own rules/we don’t answer to no one/that’s right/we keep it gangsta/we keep it zef”), ma subito devia in una vibrante pista da ballo coinvolgente ed efficace che nulla ha da invidiare a David Guetta per infine lavare l’ambiente e finire con lo stesso coro della canzone iniziale (“Never le nkemise, le ka zama mara never leloke” che significa “Non puoi fermarmi, puoi provarci ma non sopravviverai”) a chiudere questo magico e fantastico cerchio che è Ten$Ion.
Ascoltare i Die Antwoord è un’esperienza unica e interessante, anche per i non cultori del genere. Un progetto valido e originale che i tre giovani sudafricani sembrano perfettamente in grado di sostenere e sviluppare e sono certo che avranno modo e tempo di inserirsi a pieno titolo e merito nello scenario musicale internazionale. Tre giovani artisti che nella loro musica riescono a inserire la denuncia sociale, la mescolanza culturale e una demistificata ironia per il rap moderno spesso vuoto e becero e che hanno dimostrato di essere in grado di uscire dalle etichette più esigenti, dal fandom mondiale e da una critica musicale piuttosto litigiosa mantenendo la loro integrità e visione del mondo.

2 risposte a “Recensione: Die Antwoord – Ten$Ion”

  1. molto divertente l'album XD

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  2. It's the first time I read something from here and this review is a great start! 🙂 This album is totally addictive… since the first listening it's still growing up on me, every song just gets better and better (even for someone not used to rap sounds)!

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