La peculiarità della colonna sonora de Il Grande Gatsby merita un approfondimento a parte.
La scelta di Baz Luhrmann di affidare le musiche a Jay-Z ha permesso al rapper americano di chiamare intorno a sé il solito entourage di artisti internazionali pronti a rispondere alla chiamata del re.
Nonostante la colonna sonora sia disponibile in rete da diversi giorni, abbiamo voluto aspettare per recensirla per vedere l’uso che ne sarebbe stato fatto nel film. E in effetti, fa la differenza.
Se infatti alcuni pezzi sono (e in fondo restano) orribili, all’interno del film trovano la loro coerenza.
I brani scelti si dividono in due categorie: quelli che si piegano per rievocare uno spirito anni ’20 e quelli che invece sono perfetti esempi di classici brani dei rispettivi artisti.
Nella prima classificazione troviamo i brani peggiori, manco a dirlo quelli di wiill.i.am e Fergie (“Bang Bang” e “A Little Party Never Killed Nobody (All We Got)” e la cover di “Crazy In Love” di Emeli Sandé, che però ben si adattano alle scene del film che rispettivamente accompagnano, ovvero una sfrenata festa per le prime due e una follia romantica per la cover.
Ottima la posizione del pezzo di Jay-Z in momento di “malaffare”, perfetta anche “Over The Love” di Florence (a cui perdoniamo per una volta di urlare, lei in fondo può fare qualsiasi cosa) in un’alba post-festa apocalittica e sopratutto quella di Lana Del Rey, ripresa in più chiavi (ben tre volte), configurandosi quasi come il main theme dell’intera pellicola. Del resto, chi più di Lana Del Rey si adatta all’estetica del film, senza contare il testo che si sposa perfettamente alla vicenda. Persino gli XX, con la loro algida “Together” (palesemente uno scarto di Coexist) sono adatti a sottolineare l’assenza di Daisy verso la conclusione della rinascita romantica della coppia.
Quasi indimenticabile poi per la scena più drammatica del film, alla fine di un plasticosissimo inseguimento, la cover di “Love Is Blindness” personalizzata da Jack White.
Nonostante quindi i pezzi veramente validi siano pochi (la demolizione di “Back to Black” ad opera di Andre 3000 e Beyoncé è assolutamente uno di questi), ognuno di loro è perfetto per il film e dimostra la capacità di Baz Luhrman di saper giocare col tempo e di essere un profondo conoscitore della cultura pop.
Se davvero uno dei motivi per cui il film è stato posticipato è la colonna sonora, ci sentiamo di dire che ne è valsa la pena.


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