Cosmo – Disordine [Recensione]

Pop
42 Records
2013

Dopo aver corroso il link per lo streaming del disco è arrivato il momento di farlo vostro e corroderlo su ogni supporto a vostra disposizione. L’esordio da solista del buon Marco Jacopo Bianchi, in arte Cosmo, è infatti uno dischi italiani più validi dell’anno, un’immensa prova di maturità e di consapevolezza. 
Capita raramente infatti di ascoltare dei pezzi i cui testi sembrano così insensati e al tempo stesso essere così concreti, reali e vicini. Il tutto accompagnato dai suoni più europei che possiate immaginare, roba da far impallidire anche il difficile pubblico oltremanica, oltreoceano e, perché no, oltre l’atmosfera, dritto verso quel cosmo del nome del progetto.
Dalla “Dedica” iniziale, ipnotica come solo sanno essere gli Animal Collective, al super singolo “Ho visto un Dio”, dalla dreamy “Le cose più rare” sino al potenziale botto nazional-popolare racchiuso in “Numeri e parole” è tutto materiale di prim’ordine, leccornie sonore per noi esigenti consumisti spietati. Non mancano pezzi più “alla moda” come testimoniano i synth pesantissimi di “Continente”, mentre la compulsività quasi rave della title-track inneggia ad un disordine che spesso cerchiamo, inutilmente, di sopprimere. 
L’album di Cosmo trasmette qualcosa che sempre più spesso manca in tanta musica che ascoltiamo frettolosamente sui nostri fantasmagorici pc, sugli inseparabili smartphone e su altri mille dispositivi: l’urgenza. Sembra quasi che fosse una questione di vita o di morte farlo questo disco e per fortuna l’esito è quanto di più roseo ci si potesse aspettare.
Dopo l’immensa soddisfazione dell’anno scorso con i Drink to me e il loro imponente S, anche da solista Cosmo sa il fatto suo, ripercorrendo strade che molti conoscono già, ma mai con banalità. Cosa volete di più? 

Una replica a “Cosmo – Disordine [Recensione]”

  1. […] Cosmo – Disordine, dove scrivo delle cose belle su una persona bella. Scusate se cito me stesso, ma a distanza di anni credo che questa frase possa valere un po’ per qualsiasi cosa fatta da Cosmo e mi compiaccio non poco di averlo capito al suo primo album: “L’album di Cosmo trasmette qualcosa che sempre più spesso manca in tanta musica che ascoltiamo frettolosamente sui nostri fantasmagorici pc, sugli inseparabili smartphone e su altri mille dispositivi: l’urgenza.“ […]

    "Mi piace"

Scrivi una risposta a Lo sperma di Brian Molko e i miei post del 2008 – Ghostefano Cancella risposta