Pacific Rim [Recensione]

Regia di Guillermo Del Toro
Fantascienza
2013

Si dice che sognare non costi nulla, ma certi progetti sono così arditi e impossibili che non fanno capolino neanche nei più reconditi meandri della nostra immaginazione. Per fortuna esistono geni come Guillermo Del Toro capaci di osare e andare oltre le comuni fantasie. Chi mai avrebbe potuto pensare di realizzare un film così particolare in un periodo di crisi in cui ogni azzardo sembra essere negato in partenza? Non era affatto scontato infatti il successo per un film che pesca a piene mani dalla cultura otaku giapponese, la celebra, la mixa, la integra con stereotipi hollywoodiani per creare qualcosa di nuovo e assolutamente epico. 
Pacific Rim ha una trama che è, ovviamente, semplicissima: dei mostri giganteschi, i Kaiju, attaccano la Terra attraverso un portale sul fondo dell’Oceano Pacifico e gli umani devono combatterli usando enormi mech. È lecito chiedersi se sia possibile fare un film che duri più di due ore su una storia del genere e la risposta è incredibilmente sì: è possibile. Dentro i mech, chiamati Jaeger, ci sono i piloti, due per ogni gigante. La necessità di far pilotare i Jaeger a due piloti è spiegata con l’impossibilità di una connessione neurale singola con una macchina così grande: è necessario condividere il peso della battaglia, in tutti i sensi. E per essere il più possibile efficienti i piloti devono essere in sintonia, condividendo tutto, anche i ricordi più intimi, creando quindi così un ottimo spunto narrativo per dare spessore ad alcuni personaggi e per dare un’anima ai Jaeger e al film stesso. 
La componente narrativa quindi c’è, labile ma c’è. Quello che colpisce però è che, nonostante ci sia una storia che funzioni, questa è del tutto secondaria. Al centro del film c’è la celebrazione di un’intera cultura che da oltre 40 anni ha contribuito alla formazione visiva (e non solo) di milioni di giovani giapponesi ed occidentali. Da Neon Genesis Evangelion a Gundam, da Jeeg ad Aquarion, è tutto parte di un sincretismo culturale gestito nel migliore dei modi possibili. Mai come in Pacific Rim l’estetica dei manga e degli anime giapponesi riesce a fondersi così bene con i gusti occidentali, fattore assolutamente non scontato visti i pessimi risultati di altri progetti con un piede ad Hollywood ed uno a Tokyo. 
In un continuo gioco di citazioni (alcune piuttosto pesanti e marcate, almeno per quel che sono riuscito a cogliere, da Evangelion) il film è un immenso fan service mai fine a se stesso e sempre curato da quel tocco che solo Del Toro sa dare, come per esempio i parassiti della pelle dei nemici, gli immensi Kaiju, che non appena appaiono sullo schermo rimandano ad Hellboy 2: The Golden Army e alla cura del regista. 
Certi personaggi macchiettistici, come gli scienziati o i piloti russi, potrebbero far storcere il naso, ma è forse bene ricordare che non si tratta di un film che si prende sul serio come Prometheus (in cui comunque troviamo personaggi altrettanto idioti), ma di una specie di trasposizione di un cartone animato, in cui questi personaggi trovano una perfetta collocazione e funzione, come in una sorta di compendio definitivo della storia del genere. 
Quel che invece mette d’accordo tutti sono le parti action, in cui l’epicità e la perfezione riescono a rivaleggiare con la celeberrima e ormai già classica battaglia di New York in The Avengers: sequenze come quella ad Hong Kong di Pacific Rim sono davvero rare e preziose, capaci di tirare fuori da ognuno di noi il bambino tamarro rinchiuso da troppo tempo. 
Non è tutto oro (anzi, acciaio) quel che luccica: alcuni attori, protagonista in primis, sono quasi trascurabili, ma è evidente come questo sia un aspetto del tutto marginale. Quel che più conta è che raramente capita di esaltarsi così tanto al cinema, se si è devoti al genere. Pacific Rim è il film che ogni fan dei mech giapponesi ha sempre sperato che venisse realizzato e ora finalmente quel sogno si è avverato. Apprezzabile anche il fatto che, per una volta, non ci sia un finale aperto: un eventuale sequel avrebbe l’immenso peso di confrontarsi con quel che è a tutti gli effetti il capolavoro del suo genere.

Una replica a “Pacific Rim [Recensione]”

  1. […] Pacific Rim di Guillermo Del Toro è un capolavoro e io l’ho dimostrato anni fa. Ecco le prove. […]

    "Mi piace"

Scrivi una risposta a Lo sperma di Brian Molko e i miei post del 2008 – Ghostefano Cancella risposta