Non si parla d’altro in rete: Attack On Titan è il nuovo anime che spopola in Giappone e non ci ha certo messo molto ad arrivare anche qua in Italia in vari modi. Ma è tutto oro quel che luccica? E’ davvero così imperdibile? La risposta alle due domande è diversa, perché non è così incredibile come vogliono farvi credere, ma sì, è davvero imperdibile.
Ma andiamo con ordine, partiamo dalla storia, sicuramente uno degli elementi vincenti.
Attack On Titan è ambientato in un mondo fantasy che si intuisce essere post-apocalittico: non si sa esattamente quando, l’umanità è stata quasi interamente spazzata via da dei giganti di altezza varia tra i 3 e i 20 metri che hanno divorato quasi tutti. I sopravvissuti vivono in un’enorme regione delimitata da tre mura (di origine sconosciuta) circolari e concentriche, all’interno delle quali le persone cercano di vivere con i mezzi che la poca terra coltivabile può mettere a loro disposizione. Questa situazione di perenne assedio cala sui personaggi un’ansia palpabile che spesso viene interrotta da scene di una brutalità inaudita.
Dimenticate le frequenti morti di personaggi importanti di Game of Thrones, qui in Attack On Titan non si fa nemmeno in tempo ad affezionarsi a dei personaggi che questi vengono mangiati, menomati, mutilati, schiacciati, spappolati, stracciati, inghiottiti, frullati, ecc da qualche gigante. Proprio questi ultimi sono, ovviamente, una componente fondamentale del successo dell’anime: sono incredibilmente inquietanti, con le loro fattezze umane, ma i volti e le movenze a dir poco ridicoli. Questo contrasto li rende altamente disturbanti (anche se certe volte, sopratutto quando farete l’abitudine coi litri di sangue che scorrono, vi scapperà da ridere ogni tanto).
I protagonisti non spiccano certo per originalità e in quanto a fallimenti il protagonista Eren Jaeger non ha nulla da invidiare a Shinji Ikari, lo sfigato inutile per eccellenza. Gli altri protagonisti formano un trio come in Naruto: Mikasa è la ragazza oscura, taciturna ma potentissima, mentre Armin è debole e passivo, ma ha una grande mente strategica. Una serie di colpi di scena piazzati con buon tempismo e una trama sempre più fitta fanno però dell’anime un evento imperdibile che, anche se con qualche filler riempitivo, scorre molto piacevole e veloce, con sempre qualche elemento significativo in avanti ad ogni puntata.
La prima stagione, composta di 25 episodi e divisa in due parti (la prima con una sigla a dir poco epica), si è conclusa e questo è il momento giusta per vederla, prima che ne parlino anche i gatti ma sopratutto ora che è possibile vederne una buona fetta senza avere l’ansia di come andrà avanti di settimana in settimana. In effetti provoca dipendenza e finita la serie ci si può buttare sul manga, altrettanto splatter, ma con dei disegni molto più sporchi e confusionari. Il creatore di Attack On Titan, Hajime Isayama, ha recentemente affermato di essere intenzionato a concludere la storia dei giovani ragazzi che lottano contro i giganti col volume 20 (ed attualmente siamo all’11) e forse considerando certi sviluppi è meglio sapere dove andare a parare perché dai primi episodi non potete neanche lontanamente immaginare cosa vi aspetta.
L’anime ha moltissimi punti di contatto con Evangelion, molti dei quali (anzi quasi tutti) non posso essere specificati per evitare spoiler: si può quasi parlare una versione fantasy/medievale del capolavoro Gainax in cui l’umanità deve affrontare pericoli di ogni genere pur di sopravvivere all’apocalisse. Riuscirete voi però a sopravvivere ad uno degli anime più adrenalinici degli ultimi anni?
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