True Detective [Recensione]

HBO
Thriller
2014

Oltre a Looking quest’anno la HBO ci ha regalato un altro telefilm rivelazione, True Detective: una serie antologica che, un po’ come American Horror Story, ogni anno proporrà una diversa storia poliziesca raccontata attraverso otto episodi.
La prima serie ha visto alla regia Cary Fukunaga, conosciuto sopratutto per la sua trasposizione di Jane Eyre del 2011, e un cast pazzesco composto dal premio Oscar Matthew McConaughey, Woody Harrelson e Michelle Monaghan.
La prima stagione di True Detective racconta con toni pulp il caso durante un lasso di tempo di diciassette anni di una serie di omicidi ad opera di un serial killer in Louisiana.
Fin dai titoli di testa True Detective si dimostra una serie di qualità superiore alla media, praticamente un opera cinematografica, sia per il già citato cast sia per lo stile e i tempi utilizzati molto diluiti per una serie tv che creano benissimo il clima di tensione.
La curatissima fotografia dà vita ad atmosfere cupe, inquietanti e claustrofobiche nonostante gli spazi ampi un cui si svolgono le vicende.
Numerose citazioni cinematografiche, letterarie e anche fumettistiche, come dimostra questo interessante articolo, arricchiscono l’opera.
Il difetto principale sta nel basarsi troppo sul whodunit(chi c’è dietro gli omicidi?): viene creata così bene la situazione gialla e vengono messi in campo talmente tanti elementi, anche metafisici ed occulti, che poi non si può non rimanere delusi dalla risoluzione dell’enigma, decisamente sotto le aspettative che fa perdere qualche punto ad una serie costruita alla perfezione.
Da questo punto di vista la serie ricorda un po’ il lungometraggio Prisoners, uscito lo scorso ottobre in sala, il cui ottimo intreccio diretto in maniera magnifica ed interpretato da una coppia di attori di altissimo livello crolla con un terzo atto decisamente poco riuscito.
Nonostante la piccola delusione nel finale comunque True Detectiveresta una delle migliori serie dell’anno, un lavoro affascinante e destinato a diventare un cult.

Una replica a “True Detective [Recensione]”

  1. la serie secondo me non si basa tanto sul whodunit, quanto sui due detective che indagano. è qui che sta il suo bello e il caso è solo un semplice e gustoso contorno, tanto che la risoluzione nella parte finale viene messa in un angolo per lasciare spazio alla cosa più interessante, il rapporto tra i due protagonisti.

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