Knights of Sidonia: La brutta copia di Evangelion

Per motivi a me sconosciuti, ogni tanto provo ancora a cercare un anime decente da vedere. L’anno scorso mi è andata bene perché ho beccato Attack On Titan (ma quando arriva la seconda serie?!) ed era dai tempi della magica Anime Night di MTV che non trovavo una serie animata giapponese che mi prendesse così tanto.

Quest’anno invece, partiamo col piede sbagliato.

Mi hanno ingannato

Sarà il titolo che mi ricorda uno degli ultimi pezzi decenti scritti dai Muse, sarà stato il consiglio di Kotaku, ma sta di fatto che ho visto i 12 episodi della prima serie di Knights of Sidonia e potevo tranquillamente continuare a vivere senza. In Knight of Sidonia potrete seguire le avventure di una colonia spaziale, la Sidonia, che ha abbandonato la Terra dopo l’attacco di alieni orrendi chiamati Gauna. I Gauna non si sa esattamente da dove arrivino (come gli angeli di Evangelion), hanno una parte esterna sempre diversa (come gli angeli di Evangelion) ed un unico punto debole da colpire per essere uccisi (come gli angeli di Evangelion).

Il protagonista, Tanikaze, è pressoché muto. Meglio così.
Il protagonista, Tanikaze, è pressoché muto. Meglio così.

Il plagio spudorato

All’interno della Sidonia tutto è gestito da un consiglio misterioso e immobile (qualcuno ha detto Seele?), mentre la vita quotidiana è scandita da personaggi quali una scienziata sexy (Ritsuko Akagi?), un capitano altrettanto sexy e cazzuto (Misato Katsuragi?) e bei tenebrosi misteriosi (Ryōji Kaji?). Ovviamente gli eroi dell’anime sono ragazzini che combattono a bordo di enormi mech (che per fortuna non assomigliano, almeno nel design, agli Eva) e le somiglianze con la serie di Hideaki Anno non finiscono qui. Ci sono anche lance speciali, esperimenti vari e clonazioni. Ah, dei Gauna nascosti all’interno della Sidonia in pieno stile Central Dogma vi ho già accennato? No? Ho spoilerato qualcosa? In realtà no, perché se avete visto Evangelion, avete già visto tutto quello che Knights of Sidonia ha da offrirvi.

Un'allegra combriccola, pronta a farsi spappolare
Un’allegra combriccola, pronta a farsi spappolare

Io non li capisco

Ad aggravare la situazione ci pensano poi una serie di scelte malate che ad oggi non riesco più ad accettare e mi fanno giungere ad una conclusione: i giapponesi non stanno bene. Come ben saprete certi feticci sono piuttosto diffusi nella pornografia giapponese e anche se a livello pratico magari i ragazzi non si masturbano con certe cose (non svolgerò una ricerca in tal senso per essere sicuro di non scrivere una cazzata), è indubbio che una certa iconografia sia ormai consolidata ai nostri occhi. Ad esempio il feticcio dei tentacoli. Ecco, in Knights of Sidonia c’è. Il pissing? C’è. Furry fundom: immancabile!
Altro fan service si manifesta nella scelta di presentare una razza umana ormai modificata geneticamente per mangiare una volta al mese e che riesce a campare grazie alla fotosintesi. Il risultato è evidente: orde di ragazzine tettone nude che prendono il sole per nutrirsi. Altro elemento disturbante è poi la scelta di rendere la specie umana (o solo alcuni esemplari, non ho capito) degli ermafroditi, capaci di scegliere che sesso adottare quando si vogliono accoppiare: il miglior amico del protagonista è quindi un ragazzo dell’aspetto molto femminile, perennemente geloso e puntualmente insoddisfatto, con tanto di scene isteriche al seguito.

Le tute dei piloti sono dotate di una specie di cat
Le tute dei piloti sono dotate di una specie di catetere che si inserisce da solo nelle vagine dei piloti (che ovviamente arrossiscono e se lo godono). Tanikaze ha il pene e la gag è servita.

Fino alla fine

Se a tutto questo unite un gusto splatter talvolta davvero eccessivo (la pioggia di cadaveri che esplodono come palloncini non la scorderò facilmente), avrete un quadro abbastanza completo di un anime prevedibile in ogni suo aspetto, dall’inizio alla fine. Ma allora perché l’ho visto tutto? Diverse le ragioni: innanzitutto volevo vedere dove andava a parare (alla fine ti prende). Poi graficamente è molto curato: i volti, complice anche la storia della clonazione massiva, sono un po’ anonimi e si fa fatica a distinguere i personaggi, ma la computer grafica (decisamente abbondante) è davvero ben realizzata.

E poi c’è l’opening: una delle più brutte che abbia mai visto e sentito. Impossibile skipparla e perdersi una cosa così brutta!



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