Se Grey fosse stato povero, Anastasia si sarebbe fatta frustare? – 50 Sfumature di Noia

Sono sempre stato dell’idea che per criticare qualcosa si dovesse conoscere l’oggetto della critica. Un po’ per questo motivo e un po’ per curiosità (ogni fenomeno di massa in fin dei conti mi affascina) sono andato a vedere 50 Sfumature di Grigio. E non l’ho capito.

Ovviamente la mia curiosità mi può spingere a vedere un film e investire due ore del mio tempo, mentre giammai leggerei i libri, quindi la mia è un’opinione parziale, ma qualcosa mi fa pensare che non ci sia molto di più rispetto a quel che ho visto. Il film è davvero brutto e penso che nessuno si aspettasse qualcosa di più: le fan del libro non sono certamente in sala per una visione di qualità, mentre i detrattori sanno già cosa aspettarsi. Però è bene sottolinearlo, è davvero un brutto film e sono stanco di cercare sempre di salvare capre (AHAHAH.) e cavoli, stanco di contestualizzare. Ci ho provato a capire il fenomeno e non c’è spiegazione che lo salvi.

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Se ti mordi ancora una volta le labbra giuro che vengo lì e…

Il film cerca di sottolineare la sottomissione sessuale di Anastasia con immagini veramente trash, come lei che guarda verso l’alto sotto il fallico grattacielo di Grey e si sente oppressa da questo enorme pene, senza considerare che poi la prima volta che Grey la vede lei è in ginocchio… Persino quando si parla di letteratura lei è sottomessa all’uomo e preferisce la visione claustrofobica di Thomas Hardy al femminismo di Emily Bronte o Jane Austen. E tutto questo nei primi dieci minuti.

Il resto del film è solo un continuo scambio di battute da quattro soldi, su cui regnano “Se fossi mia non potresti metterti seduta per una settimana” e “Io non faccio l’amore, io scopo. Forte” e inquadrature di Anastasia che si morde le labbra (cosa che pare lei faccia ogni due secondi nel libro, ma che nel film la fa sembrare una con un disturbo, tipo un herpes). Durante le restanti due ore del film non accade assolutamente nulla: i due continuano a negoziare il loro accordo sessuale senza giungere ad una conclusione e lo spettatore rimane attonito di fronte ad una delle pellicole più brutte mai apparse in un cinema.

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Nella fossa delle leonesse

“Ma cosa ti aspettavi?” vi chiederete voi: nulla, ma è bene sottolineare quanto sia brutto questo film. Assodato questo punto mi sono sforzato di capire il fenomeno e ancora oggi non sono riuscito a venirne a capo: i romanzi erotici esistono da sempre e non capisco come mai questo abbia avuto più successo rispetto ad altri, soprattutto considerando l’inconsistenza della storia. Le donne in sala, per lo più attempate (alcune MOLTO attempate) ridacchiavano per la maggior parte del tempo, ma durante le scene di sesso vigeva un religioso silenzio, prova del fatto che loro forse in quei momenti provavano forse qualcosa.

C’è una cosa che però mi è piaciuta: stare lì in sala in mezzo a donne di mezza età mi ha fatto sentire davvero come un infiltrato. È stato davvero strano, perché ho scoperto che le signore al cinema fanno casino quanto un gruppo di adolescenti alle prese con un Transformer qualsiasi (e sono altrettanto chiacchierone durante il film).

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Il moralizzatore

Lo so che questo non ve lo aspettereste da me, ma 50 Sfumature di Grigio mi porta a moralizzare un fenomeno dopo secoli. Il BDSM è affascinante per tanti motivi: quello che a me affascina di più è la libertà che si può trovare nel rapporto di sottomissione, grazie a quella fiducia concessa e al controllo dato ad un’altra persona. È un tema affascinante, specialmente quando la vita frenetica di ogni giorno impone di tenere a mente sempre tutto e in un rapporto del genere si può finalmente cedere il comando ad un’altra persona, lasciandosi (per un po’) il mondo alle spalle.

50 Sfumature di Grigio invece è assurdo: ovviamente non mi aspettavo un film che trattasse seriamente il BDSM, ma non mi sarei aspettato nemmeno una storia dove lei si fa impressionare da regali costosi come un MacBook Air, un’auto di lusso, ecc e si fa frustare un po’ prima di capire che forse non fa per lei. Il tira e molla emotivo tra di loro poi non è sufficiente per rivedere la questione del controllo, quindi di nuovo non capisco perché abbia avuto così tanto successo.

In conclusione moralizzo, giudico, ma sospendo in parte il giudizio perché, davvero, io 50 Sfumature di Grigio non l’ho capito.

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