Dedicando moltissimo del mio tempo ai videogiochi, inevitabilmente si trascura qualcosa. Vedo meno serie TV, molti meno film, leggo pochissimo… ma la musica non la abbandono mai. Anche quest’anno Deezer mi ricorda che ho consumato una quantità di musica assurda e questi sono gli album e i singoli che mi sono piaciuti di più. Qualche incertezza sugli album ce l’ho, sui singoli proprio no.
10. Foals – What Went Down
Un po’ grazie a Life is Strange e a quella devastante Spanish Sahara finale, mi sono riavvicinato ai Foals. L’ultimo album mi è piaciuto assai, sempre più rock. Bravi.
9. Bjork – Vulnicura
Acclamato da molti come il grande ritorno dopo album di merda a me questo album convince a metà, perché Arca non lo capisco e lo trovo comunque un disco pornografico. Però è Bjork, quindi in classifica ci entra di diritto. Ma poi cazzo, Stonemilker. STONEMILKER.
8. The Chemical Brothers – Born In the Echoes
Non è Further, ma non è nemmeno We Are The Night. I Fratelli Chimici vanno sul sicuro tra singoli super commerciali e pezzi acidissimi improponibili alle masse.
7. Tame Impala – Currents
Qualcuno ha detto che sono una delle poche rock band coi coglioni ancora in giro. Io dico che fanno bella musica e bei video e questo mi basta.
6. Grimes – Art Angels
Per molti una venduta (a chi poi?), questo nuovo album è completamente fuori di testa e dopo qualche ascolto si capisce che la svolta pop sì c’è stata, ma è troppo malata per non essere apprezzata.
5. Miguel – Wildheart
Da tempo si aspettava che Miguel facesse il botto: hypato come pochi nel mondo dell’R&B, il ragazzuolo decide di droppare la bomba con un disco ipertamarro, esplicito e volgare. E io ci casco.
4. Disclosure – Caracal
Il sophomore (ma chi li inventa questi termini?!) più atteso dell’anno dei fratelli prodigio. Per molti non all’altezza del primo disco, sopratutto per una prima metà gloriosa e una seconda trascurabile. A me nel complesso è piaciuto, soprattutto per il fatto che è molto più vario del primo.
3. Twin Shadow – Eclipse
Che io ami Twin Shadow lo sanno tutti e finalmente un suo disco mi piace dall’inizio alla fine, saltando solo magari quell’osceno duetto per Alone. Tutto il resto è l’emblema del revival anni ’90, ma incredibilmente pieno di carattere.
2. HEALTH – DEATH MAGIC
Un giorno ho fatto sentire un pezzo di questo album ad un mio amico e come unica risposta ho avuto “Stefano, ma quanto cazzo sei tamarro?!”. Tanto a quanto pare. Ma sono violenti, violentissimi e marci, marcissimi. Finalmente poi hanno abbandonato quelle sonorità fintamente noise, messe lì solo per fare gli alternativi e si sono dati a qualcosa di sì più commerciale, ma anche più coerente e ascoltabile. Ora non sono più una band che sforna album dai quali si salva un solo pezzo, ma il disco nel complesso ha il suo senso d’esistere.
1. Jamie XX – In Colour
Vuoi perché, a tratti, è l’album degli XX che avremmo voluto al posto di Coexist, vuoi perché Jamie XX è un genio o perché una canzone di questo disco è legata al mio momento più bello dell’anno, ma sta di fatto che il mio disco dell’anno è sicuramente In Colour.


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