Andor è la serie tv più bella su Star Wars

Inutile girarci attorno, andiamo dritti al sodo: Andor è la migliore serie tv su Star Wars disponibile su Disney+. Sarà che sono ancora caldo della visione dell’ultimo episodio, ma direi che è persino meglio di The Mandalorian.

Ma andiamo con ordine: Andor è una serie tv che segue le vicende di Cassian Andor, personaggio già comparso in quello che è inequivocabilmente il miglior film di Star Wars, Rogue One. Nonostante io sia evidentemente di parte visto che adoro il poc’anzi citato film, le mie aspettative per questa serie tv erano bassissime per diversi motivi: pur essendo un nerd senza speranze comincio a essere veramente stanco di come Disney stia spolpando Star Wars e il mondo Marvel, travolgendoci con una serie di contenuti o dalla qualità molto altalenante (nel caso di Star Wars) o incredibilmente piatti (come nel caso del mondo Marvel). Per fortuna in entrambi i casi ci sono delle eccezioni che meritano la nostra attenzione e se nel mondo Marvel la sorpresa è stata She-Hulk, per quanto riguarda Star Wars se si deve fare una scelta e vedere una sola serie ispirata al mondo creato da George Lucas, la scelta quest’anno deve ricadere proprio su Andor.

Ci vado giù pesante di spoiler, quindi se non avete ancora visto Andor fermatevi qua e tornate dopo aver goduto di questi dodici bellissimi episodi. Qui ci si riserva uno spazio per commentare a giochi conclusi.

Innanzitutto mi è piaciuta molto la struttura della stagione, divisa palesemente in due archi narrativi: il primo sull’organizzazione ed esecuzione del colpo su Aldhani e la seconda incentrata sulla fuga dalla prigione di massima sicurezza su Narkina 5. Entrambi gli archi narrativi servono non solo per farci conoscere meglio il personaggio di Cassian, ma soprattutto servono per scoprire come il nostro futuro eroe entra in contatto con il concetto di ribellione, ne rimane affascinato e decide di abbracciarne la causa. Anzi, per essere più precisi, la Ribellione per come la conosciamo nelle trilogie di Star Wars ancora non esiste ai tempi in cui si svolgono le vicende di Andor e quindi è come se l’idea di finalmente ribellarsi all’Impero nasca insieme al pensiero stesso di Cassian che qualcosa deve essere fatto, non solo per il proprio tornaconto, ma per un bene più grande.

Entrambi gli archi narrativi sono popolati da personaggi perfettamente carattierizzati, estremamente affascinanti e seppur in parte stereotipati non sono mai stucchevoli. Il ciclo di Aldhani si struttura quindi come un lunghissimo heist movie dove lo scopo del colpo è rubare una grossa quantità di denaro all’Impero per colpirlo lì dove fa più male, ma anche in questo caso Andor inserisce l’elaborazione del piano in un quadro più ampio dove ci viene presentata la popolazione autoctona di Aldhani e come questa riesce suo malgrado a far sopravvivere le sue usanze nonostante i suprusi dell’Impero. Ecco che quindi il colpo viene legittimato, la dottrina nascente della Ribellione trova subito un’applicazione pratica e il finale della prima parte (assolutamente spettacolare) segna un punto di svolta sia per la causa che per la crescita di Cassian.

L’evasione da Narkina 5 invece è la miccia che da fuoco alla ribellione dentro il petto tumultuoso di Cassian, molto banalmente perché la riconquista della libertà tocca il protagonista da vicino a differenza delle angherie subite dal popolo di Aldhani. Tutto il meccanismo di funzionamento della prigione di Narkina 5 è estremamente affascinante, degno quasi del più perverso dei Saw – L’enigmista, così malvagio da essere molto nelle corde di un Impero intergalattico comandato da un signore dei Sith e soprattutto così ingiusto da cambiare per sempre il nostro Cassian.

La raffinatezza della struttura di Andor si completa poi con il prologo e l’epilogo ambientati entrambi su Ferrix, il pianeta natale di Cassian, ma dal quale il fuggiasco parte con una consapevolezza ridotta del pericolo che la galassia sta correndo e al quale poi ritorna suo malgrado sotto vesti completamente nuove: il cerchio si chiude, un nuovo eroe è nato e la miccia della Ribellione è pronta ad esplodere.

A tanta raffinatezza narrativa si affianca sempre una cifra stilistica di primissimo livello sotto ogni punto di vista, sia visivo con una fotografia fredda e stilosissima che per certi versi ricorda il Fincher degli ultimi tempi, ma anche dal punto di vista sonoro, con alcune sequenze raccontate solo dal rumore della battaglia che infuria in un crescendo di tensione e pathos difficile da spiegare a parole.

Si potrebbero dire mille altre cose su Andor, si potrebbero scrivere migliaia di caratteri per ogni singolo episodio, ma a che pro? L’importante è che per una volta Disney sia riuscita ad espandere in modo interessante il mondo di Star Wars, senza spolparlo inutilmente come fatto con, ad esempio, l’abominevole Obi-Wan Kenobi. Per altro il finale di Andor è al tempo stesso degnamente conclusivo delle vicende di questa prima stagione, ma lascia anche ben sperare per la prossima seconda stagione che non vedo l’ora di poter ammirare.

Ci vediamo presto Cassian Andor, grazie per questo viaggio in giro per la galassia lontana lontana…

Una replica a “Andor è la serie tv più bella su Star Wars”

  1. […] la crescita di Dolores (il cui impeto di ribellione ora che ci penso mi ricorda quello di Cassian Andor per certi versi) è molto graduale e prima di diventare la spietata macchina da guerra che ormai […]

    "Mi piace"

Scrivi una risposta a Inverso: The Peripheral – Stagione 1 – Ghostefano Cancella risposta