Vivo con moltissimo piacere e al tempo stesso con estrema ansia il momento in cui vado a fare la spesa. Quando non ho nulla da fare, il che accade spesso di recente, mi piace camminare tra gli scaffali perfettamente ordinati, vedere i banconi succulenti della gastronomia ricolmi di leccornie e passare 18 ore a scegliere quale birra comprare per poi prendere sempre la stessa (l’Ipa della Moretti, confezione da tre bottiglie da 33cl a 2,62€ alla Coop).
Questo piacere è però turbato da diversi momenti che mi infastidiscono: la coda al suddetto bancone, la gente che non capisce che occupa spazio nel mondo e si deve spostare quando passo e soprattutto la mia acerrima nemica col suo strumento perverso di tortura: la cassiera e il suo maledetto rullo.
Nella mia lunghissima carriera di uomo di casa ho imparato ad affrontare questo demone grazie allo sviluppo di diverse ossessioni che tramite un metodo e tanto rigore hanno fatto sì che potessi sconfiggere il boss finale. È arrivato il momento di condividere con il prossimo il frutto di tanto duro lavoro e alleviare così le pene di milioni di italiani.
Step 1: La lista e la scelta delle buste
Se si programma con anticipo di andare a fare la spesa, è sempre cosa buona e giusta portarsi già dietro le buste che ci serviranno. Le buste vanno selezionate sia in base al peso delle cose che pensiamo di prendere, ma anche in base al fastidio che ci procura portarle in giro prima di fare la spesa. Tipo se devo fare mille altre cose e poi passare dal supermercato, mi porto un paio di sportine leggere, di quelle che si rompono guardandole, mentre se devo comprare cose molto pesanti come (almeno) 4 litri di latte visto che ne consumo un paio al giorno parto da casa armato con quelle spesse che le cassiere passano sulla cassa per poi apporre il loro autografo, decretando quella busta come sicuramente pagata e non trafugata da quel losco figuro che sono io. La lista della spesa la faccio solo per ignorarla perché sono un malandrino ribelle. Fuck the system. Se qualcuno la prepara per me su supporto cartaceo, io inorridito faccio una foto, butto il pizzino e me ne vado.
*Foto del pizzino accartocciato a terra*
Step 2: La scelta del carrello o del cestino
Qui sono di parte. Scelgo sempre il cestino per due motivi: non ho mai contanti e quindi neanche monete per il carrello e poi soprattutto mi illudo sempre di comprare poche cose che stanno sicuramente nel cestino. Va da sé che quindi anche il riempimento del cestino, essendo piccolo, diventa un’arte sia per fare stare tutto, ma anche soprattutto per non schiacciare le cose più delicate. Soffro, vi giuro che soffro, quando vedo le persone lanciare nel cestino le cose a caso senza cognizione di causa. Sul fondo le cose ingombranti e pesanti, sopra le cose piccole (tipo decorazioni, sì) e quelle più delicate (tipo l’insalata e le uova). È così difficile?
Step 3: Il giro da fare nel supermercato
Su questo step mi soffermo poco. Il giro dipende da troppi fattori per poter dare una regola che valga come universale. Innanzitutto bisogna considerare se ci sta recando in un supermercato normale come la Coop o la Conad o nel regno degli inferi, la Lidl. Nel secondo caso, ogni regola salta, se non quella della jungla. Armatevi di istinto di sopravvivenza, cercate quantomeno di non schiacciare le vostre cose nel cestino (se ne trovate uno, altrimenti i cartoni vuoti saranno i vostri migliori amici) e che gli Hunger Games abbiano inizio. In un supermercato normale, la corretta disposizione nel carrello vi aiuta alla corretta disposizione dei beni acquistati sul rullo, che altro non sono che i preparativi allo scontro finale, l’imbustamento. È come quando in un gioco di ruolo prima del boss curi tutti i personaggi, sistemi l’equipaggio e ti fai il segno della croce. Né più, né meno.
Step 4: La disposizione degli articoli sul rullo
Se fino ad ora tutto è andato correttamente non dovrebbe essere troppo difficile procedere con questa fase. Il principio è semplice: in avanti vanno tutte le cose più pesanti, per ultime quelle più delicate, che saranno ovviamente il topping della vostra spesa. Dal momento che nel vostro cestino queste cose sono in cima, vi toccherà metterle sul bordo davanti a voi, per poter accedere a quelle in fondo più pesanti da mettere in avanti. Ovviamente i clienti dietro di voi vi guarderanno malissimo perché o non capiscono cosa state facendo oppure pensano che la prossima serie di Ryan Murphy dopo Dahmer sarà su di voi. Lasciate che parlino. La loro spesa sarà schiacciata, i loro sacchetti si romperanno e le loro uova finiranno per terra. I loro bambini piangeranno perché non potranno avere la torta promessa, mentre voi potete tornare a casa dal vostro gatto e accarezzarlo mentre vi gustate le crocchette preparate con quelle uova che vi siete conquistati e che avete portato a casa sane e salve.

Step 5: Il pagamento
Questo è uno degli step più difficili, non tanto per l’azione in sé quanto per il numero altissimo di nemici da affrontare durante l’operazione. Gli occhi della cassiera sono rivolti verso di voi, ha già lanciato tutto quello che avevate sul rullo nella parte di cassa dopo il lettore di codici a barre, vi ha detto quanto fa più velocemente delle controindicazioni dei medicinali negli spot televisivi e l’unica cosa che avete capito è “Contanti o carta”. Attoniti, avete ancora tutta la spesa da imbustare, gli altri clienti vi guardano malissimo perché siete impanicati e come se non bastasse sotto Natale ci saranno dei volontari a chiedervi una donazione a cui probabilmente direte di no o perché ne fate già una o perché sono anche affari vostri perché no. Ecco, a questo punto, fate un lungo respiro, calmatevi, ignorate gli altri clienti, guardate la cassiera negli occhi e con fermezza dite “Arrivo subito, un attimo”. È una bugia, ma detta con la giusta fermezza vi farà guadagnare il tempo necessario per il round finale: l’imbustamento della spesa.
Final round: Imbustare la spesa
Il nemico finale ma al tempo stesso quello che dà un senso a tutto: l’imbustamento della spesa può essere il vostro trionfo così come la disfatta definitiva. Si impara sempre dagli errori, ma davvero sareste capaci di mandare tutto a quel paese dopo quanto appreso fino ad ora? Non permettete alla malvagia cassiera di averla vinta su di voi. Avete disposto tutto correttamente nel cestino e niente si è rovinato, avete posizionato tutto nel modo più appropriato sul rullo della cassa e quindi tutto è pronto nell’ordine corretto per essere afferrato e inserito nelle buste. Avete anche gestito la cassiera che ha lanciato qualsiasi cosa a caso verso di voi e attende che paghiate prima di sommergervi con gli acquisti del prossimo cliente, avete preso tempo e le buste sono lì davanti a voi che attendo di essere riempite come un tacchino nel giorno del Ringraziamento.
Per le regole fondamentali su come procedere osserviamo insieme questa immagina della spesa di ieri sera, c’è poca roba ma collocata secondo i pochi principi fondamentali.

Innanzitutto pensate a voi stessi e alle vostre mani, soprattutto ora che è inverno. Io ad esempio vado a piedi a fare la spesa perché il supermercato è vicino e il mondo sta finendo, quindi diventa importantissimo distribuire correttamente i pesi nella busta. Avete preso 4 litri di latte perché, tra le tante, avete una dipendenza da latte e Nesquik? Nessun problema, 2 litri ad una estremità, 2 litri all’altra. Avete preso anche due confezioni della suddetta birra? Molto bene, di lato trovano la loro perfetta collocazione, dando inoltre “fermezza” alla busta. Il panettone viene quindi accolto come da un abbraccio che preannuncia già il momento in cui la fetta verrà pucciata nella tazza. Il Crudo di Parma, è innocuo ma prezioso, il Panettone gli fa scudo, il lato della busta vi assicura che non finirà schiacciato e nella simmetria con la birra io già ci vedo l’aperitivo. Se avessi preso anche delle uova, dell’insalata o una deliziosa torta al banco pasticceria dell’Esselunga, avrei riposto il tutto sopra, come un topping di questo capolavoro.
Utilizzando questo procedimento come esempio, imbustare diventa rapido e indolore. Mentre state mettendo le ultime cose nella busta potete chiaramente sentire i clienti successivi che si stanno per alterare perché non avete ancora pagato, la cassiera sta picchiettando la penna e/o le unghie sulla cassa spazientita perché lei comunque il suo dovere lo ha fatto a tempo di record e ha battuto tutti gli articoli più rapidamente di quanto ci abbiamo messo noi per capire che i Mondiali di calcio in Qatar sono una farsa per l’umanità. Questo è il momento migliore per pagare, proprio ora: estraete la carta dal portafoglio con una mano, con l’altra continuate a imbustare, appoggiate sul POS e ritirate la carta prima ancora che la cassiera possa capire che banca abbiate.
Tempo che lo scontrino è nella vostra mano, l’ultimo articolo è già imbustato, un auricolare è gia nell’orecchio buono e un piede è rivolto verso l’esterno. Ora non vi resta che dire “Grazie e arrivederci”, sorriso a 42 denti, secondo auricolare nell’altro orecchio e via, verso la gloria. Se tutto è stato fatto come consigliato è molto probabile che il cliente prima di voi stia ancora goffamente imbustando la sua mierda, mentre voi petto in fuori, pancia in dentro, braccia tese come corde di violino perché ovviamente vi siete caricati come muli ma non lo darete mai vedere che state soffrendo, vi avviate verso l’uscita tra gli applausi, l’ammirazione, i peni in erezione e le mascelle a terra per lo stupore.
Complimenti, siete sopravvissuti anche a questa spesa!

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