La cultura dello spoiler

Tra le tante cose per cui ci si può lamentare e si può protestare sui social, una di quelle che suscita più indignazione è sicuramente lo spoiler. Provate a immaginare come sarebbe stato postare su Instagram il finale di Avengers – Endgame nel giorno in cui lo hanno proiettato per la prima volta al cinema e ditemi se non sentite già nella vostra immaginazione le sirene della Polizia Postale che viene ad arrestarvi per sbattervi in galera e buttare via la chiave.

Vi posso assicurare che non si scherza con gli spoiler: una volta una mia collega in Huawei nella sala break ha volontariamente fatto uno spoiler sul finale di un episodio (o di un season finale, non ricordo) e l’altra collega accanto a me, che si è sempre contraddistinta per essere una persona pacata e gentile, le ha urlato in faccia “Ma tu sei una persona orribile”. In un’altra occasione, tantissimi anni fa, ero in giro per Torino col mio ex e una coppia di amici. Stavo cercando di invogliarli a guardare Il Trono di Spade spiegando loro quali sono a grandi linee i temi e le novità di una serie del genere, ma non sono riuscito a farlo perché, avendo loro già intenzione prima o poi di vederla, mi hanno urlato in faccia che stavo (secondo loro) per fare degli spoiler.

Lo spoiler è dunque un argomento serissimo che va trattato coi guanti e che quasi involontariamente è già emerso qua e là in questo giovane blog: in uno dei primi post, quello su Bones and All, ho raccontato che se mi sono trovato impreparato alla violenza di questo film è perché sono andato al cinema a scatola chiusa basandomi solo sui nomi dietro la pellicola e non ho visto il trailer per evitare eventuali spoiler, mentre nel post su Inverso – The Peripheral ho aperto dicendo che se temete gli spoiler sulla prima stagione di Westworld (trasmessa ben sei anni fa) sono affari vostri.

Ancora non sono riuscito a capire se Bones and All mi sarebbe piaciuto allo stesso modo se avessi saputo prima cosa mi aspettava in sala

Proviamo quindi a mettere ordine e quantomeno a elencare i diversi tipi di spoiler:

Spoiler della trama

Questi sono sicuramente i più temuti, i più pericolosi, i più perfidi e i più fastidiosi da subire. Netflix da questo punto di vista ha contribuito (per certi versi) a debellarli. Da quando intere stagioni vengono pubblicate per intero sulla piattaforma lo spoiler sul singolo episodio non ha più molto senso, è decontestualizzato dalla visione della serie delle altre persone che lo stanno guardando, perché non tutti sono allo stesso punto. Lo spoiler è quindi parte di un fenomeno collettivo che ha senso soprattutto per prodotti che vengono rilasciati (o si svolgono, nel caso di trasmissioni tv) una volta alla settimana. Uno degli episodi più lampanti è appunto il sopracitato Trono di Spade, che obbligava moltissimi spettatori a barricarsi in casa, silenziare i social ed evitare amici e parenti fino alla visione del nuovo episodio per evitare spoiler sul nuovo episodio.

L’importanza dell’intreccio quindi prevale immensamente su tutto il resto, sui temi trattati dalla serie tv o dal film oggetto del film, su qualsiasi altro aspetto di un qualunque prodotto. Io trovo sia un po’ triste perché di per sé l’intreccio degli eventi, salvo rarissimi casi come il sopracitato Avengers – Endgame, è uno degli aspetti che meno mi interessa, ma in questo caso parliamo di un vero e proprio film evento che ha fatto del suo intreccio lungo le 22 pellicole precedenti il suo punto di forza e bisogna portargli per questo motivo il giusto rispetto. Nel caso di Endgame furono addirittura i fratelli Russo stessi a chiedere di non rovinare la festa agli altri facendo spoiler e sinceramente a parte qualche sito biricchino, devo dire che mi ha sorpreso vedere questa richiesta rispettata. Insomma, non tutto è perduto. A proposito di Marvel ho trovato molto interessante come spesso i film degli eroi della Casa delle Idee abbiano ingannato i propri spettatori con trailer che sembrano voler spoilerare qualcosa della trama, salvo poi andare a parare nel corso delle pellicola da tutt’altra parte. A posto di bugia bianca, potremmo parlare di “spoiler bianco”, ovvero un finto spoiler per evitarne un altro ben più pesante e fastidioso.

10 anni e 20 e passa film per arrivare a questo punto: se lo spoileri sei una brutta persona

Tornando sul tema principale, credo che comunque lo spoiler abbia una “scadenza”, come una zucchina in frigo: in una scala che va da “Assolutamente sì, è spoiler, io ti troverò e ti ucciderò” a “No, non è spoiler, parla pure” una grande differenza la fa quanto tempo passa tra la disponibilità dell’oggetto eventualmente spoilerato e il commento incrimanato. Per dirla più semplicemente: se vi dicessi, ad oggi 13/12/2022, chi è l’assassino in Mercoledì sarei una persona orribile, se invece vi svelassi chi sale sul Trono di Spade tre anni dopo la fine della serie tv sono c***i vostri che non l’avete vista prima.

A supportare questa teoria ci sono i profili social di molte piattaforme di streaming: ci avete fatto caso che sono Netflix e Prime Video i primi a postare sui social immagini prese da serie tv e film a pochi giorni dalla loro disponibilità? Insomma, il giorno stesso non va bene, ma passati già sei giorni è tutto concesso. Infine credo che la rilevanza dello spoiler cambi anche in base alla tipologia del contenuto: in un giallo è tutto, in un film di Terrence Malik o di David Lynch è (oltre che impossibile) irrilevante.

Spoiler dei temi

Inserisco questo tipo di spoiler nell’elenco perché per molti è una tipologia di spoiler che si può subire, ma in questo caso prendo una posizione abbastanza radicale. Forse è infatti il caso di darsi una calmata e rendersi conto che raccontare davanti ad una birra ad un tavolo con amici che Mercoledì è un teen drama con punte di crime non è uno spoiler ma una semplice affermazione che può invogliare o meno altre persone alla visione della nuova serie di Tim Burton su Netflix.

Sarà la bassa rilevanza che do allo spoiler in generale (del resto mi dimentico qualsiasi cosa chiunque mi ricordi nel giro di pochi giorni), ma trovo che semplicemente raccontare a grandi linee di cosa tratti un singolo episodio o perché una stagione per intero non debba essere qualcosa da temere. Andrebbe anzi considerato come un favore che gli altri ci fanno per farci investire (o risparmiare) il nostro tempo nella visione (o rimozione dalla lista di cosa da vedere) di film e serie tv varie.

Dire che Mercoledì è un teen crime drama non è spoiler, dire invece chi è l’assassino lo è eccome: d’accordo?!

Spoiler della critica

Sono davvero sollevato e felicissimo di non dover scrivere più per testate vere e proprie. L’ansia che mi ha sempre dato il dover scrivere al day one di un videogioco, di una serie tv o di un film senza praticamente poter dire nulla era quasi insopportabile, nonché estremamente limitante. Mi sono sempre concentrato sui temi (perché me ne frego delle paturnie degli altri) e sugli aspetti tecnici del contenuto di cui mi accingevo a scrivere, ma il terrore di pestare un merdone è sempre dietro l’angolo.

Questo terrore si è insediato in me anche da lettore e infatti sempre più spesso mi sono ritrovato a leggere le recensioni di un prodotto x qualsiasi soltanto dopo averlo visto/letto/finito per il semplice fatto che ho iniziato ad avere il timore che le opinioni della stampa, per quanto ovviamente più fondate rispetto alla storia random acida dell’amico y su Instagram convinto di essere un gran esperto, potessero poi influenzare anche la mia di opinione. Ora che ci penso, sono arrivato addirittura ad evitare le recensioni degli album musicali per evitare spoiler (!) per non avere la mia visione del nuovo della band z condizionata dalle parole di uno più acido e hipster di me.

Non sarebbe bellissimo infatti poter approcciare una recensione non come una guida che spinga il lettore a vedere o meno un film, giocare o evitare un nuovo titolo, sfogliare o meno un nuovo libro, ma bensì come uno spazio dove commentare (ovviamente finalmente liberi dallo spoiler) qualsiasi cosa dove averla vista/letta/finita per fatti propri? Che illuso, è del tutto impossibile. Del resto uno dei tanti aspetti utili della stampa e della critica non è solo il produrre un discorso attorno a certi prodotti, ma anche banalmente quello di “guidare agli acquisti” i lettori, mantenendo sempre quel delicatissimo equilibrio tra attendibilità, rispetto per quello di cui si parla, esigenze dell’audience e ovviamente… l’assenza di spoiler.

Una replica a “La cultura dello spoiler”

  1. […] Attenzione: siccome siete persone orribili sono obbligato a specificare che in questo post ci sono spoiler relativi a The Last of Us (il videogioco, Parte 1 e 2). Io vi ho avvisato, nonostante sia noto cosa penso degli spoiler. […]

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