Hi-Fi RUSH: quant’è bello spaccare tutto a tempo di musica?

Non appena ho scoperto l’esistenza di Hi-Fi RUSH mi sono emozionato. Quando poi ho realizzato che l’annuncio era contemporaneo alla pubblicazione del gioco su Xbox mi sono commosso. Infine quando poi ho visto che il nuovo titolo di Tango Gameworks era compreso nel Game Pass ho scodinzolato per la felicità e ho cancellato ogni piano per la giornata. I motivi di tanta esaltazione sono molti e al tempo stesso semplici: mi piacciono i videogiochi (e nello specifico gli action game sono in cima alla lista), mi piace la musica (e nello specifico il rock ha sempre una corsia preferenziale), mi piace lo stile di Hi-Fi RUSH (che si colloca subito nella tradizione di Viewtiful Joe e Jet Set Radio), mi piace Shinji Mikami e pochi come lui sanno creare degli action game dove il ritmo e lo stile hanno un’importanza a dir poco basilare.

Dopo pochi passi nei panni di Chai, il protagonista di Hi-Fi RUSH, mi è subito venuta voglia di scriverne, ma tastiera alla mano è stato un po’ complicato capire in che termini farlo. Facciamo così: la recensione la lasciamo a chi di lavoro fa le recensioni, qui sproloquiamo su altro, nello specifico vale la pena soffermarsi su due aspetti: le radici di Hi-Fi RUSH e la bizzarra decisione di pubblicarlo nel giorno stesso del suo annuncio.

Che tipo di gioco è Hi-Fi RUSH?

Non mi lancio in una recensione, lo giuro: diamo solo un po’ di contesto su cos’è Hi-Fi RUSH. Il nuovo titolo di Tango Gameworks è un action game dove il protagonista, Chai, subisce alcune modifiche al proprio corpo: si ritrova un lettore musicale nel petto e un braccio meccanico in grado di attirare magneticamente gli oggetti metallici. Il lettore musicale nel petto dona a Chai il potere di andare a tempo… con tutto il mondo. All’unisono con tutto quello che lo rirconda, Chai percorrerà lunghi corridoi pieni di nemici da disintegrare con la sua spada a forma di chitarra fatta di ingranaggi raccatati in giro, come una vera (futura) rock star un po’ punk.

Nel giro di pochi minuti si capisce subito che Hi-Fi RUSH non è il solito action game, ma ha vocazione da rhythm game così forte che gli scontri possono essere quasi fatti ad occhi chiusi, semplicemente lasciandosi andare a tempo di musica, alternando attacchi pesanti, attacchi leggeri, parate, schivate e abilità extra varie. A completare il pacchetto esaltante ci pensano la grafica non da urlo ma con tanto carattere, dei dialoghi molto divertenti e sagaci e una colonna sonora da urlo con pezzi dei Black Keys e Nine Inch Nails giusto per citare due nomi grossi.

Chi mi conosce anche solo un po’ può immaginare l’urlo che ho cacciato davanti a questa schermata

Il DNA di Hi-Fi RUSH

Prima ho citato due titoli: Viewtiful Joe e Jet Set Radio. Si potrebbe erroneamente pensare che abbia citato questi due capolavori per la comune scelta di usare il cel-shading (ma si usa ancora questa terminologia? Io penso di no), ma in realtà i motivi sono ben altri (e tra questi non c’è solo la mia esigenza di fare uno show-off di nomi nostalgici e di nicchia).

Viewtiful Joe infatti è stato creato dallo stesso Mikami ed è costantemente citato. Giusto per fare due esempi: il logo dell’azienda nemica è una gigantesca V che riprende quella del logo di Viewtiful Joe e la sciarpa rossa di Chai ricorda molto quella di Joe (anche se sappiamo che l’elemento della sciarpa negli action game ha una sua lunga tradizione, nonché delle ragioni pratiche/tecniche che però non è il caso di affrontare qui).

Tutto il gioco è ambientato nell’enorme stabilimento che ha “donato” i poteri a Chai. Settore per settore, ogni boss è destinato a cadere

Ovviamente Viewtiful Joe e Hi-Fi RUSH condividono elementi ben più interessanti di una sciarpa e un logo, ovvero quell’attenzione per lo stile nei combattimenti che premia il giocatore al termine di uno scontro con un punteggio che bada non solo banalmente ai danni inferti e subiti, ma anche a quanto l’azione è stata sostanzialmente figa da vedere. Del resto parliamo del creatore di Devil May Cry, colui che ha inventato il concetto stesso di “stylish action game”.

Allo stylish action game Mikami aveva già provato ad aggiungere un tocco musicale con P.N. 03 (sfortunatissima esclusiva Game Cube), per poi tornare in un certo senso sui suoi passi con Vanquish: molto stiloso, abbastanza “ritmato”, molto tamarro e meno vincolato alla danza come lo era in maniera goffa e sperimentale P.N. 03.

Dopo i primi istanti di gioco con Hi-Fi RUSH ho pensato anche a Jet Set Radio, uscito inizialmente su Dreamcast e poi grazie a dio approdato un po’ ovunque. Il motivo è presto detto: proprio come in Jet Set Radio, anche in Hi-Fi RUSH ogni azione corrisponde ad un suono che va ad arricchire la colonna sonora e anzi quasi a completarla per come è stata concepita quando tutte le azioni vengono svolte “correttamente” e con stile, come dovrebbero essere fatte.

Vedete il modo in cui Vanessa Z. Schneider tiene il tempo con la mano?
Chai fa la stessa identica cosa in Hi-Fi RUSH.

Shinji Mikami non è Beyoncé

L’altra importante novità di Hi-Fi RUSH (della quale non penso si parlerà in nessuna recensione e del resto perché si dovrebbe) è il bizzarissimo modo in cui è stato presentato e pubblicato. La tecnica dell’annuncio contemporaneo al lancio ormai è una prassi per alcune big star del mondo della musica: se lo possono permettere in pochi, ma proprio chi se lo può permettere riesce con questa strategia monopolizzare gli ascolti delle piattaforme di streaming per settimane.

La stessa tecnica applicata al mondo dei videogiochi non penso abbia molto senso perché priva di un titolo come Hi-Fi RUSH di quell’hype che è il nettare e al tempo stesso il cianuro di cui si nutre l’industria videoludica stessa. In questo modo invece Hi-Fi RUSH ha avuto un’esposizione mediatica pari quasi a zero, ovvero quella nell’ambito di una presentazione dove erano presenti mille altri titoli arrivo nell’arco del 2023 su Xbox. E dire che con quel nome alle spalle, per l’appunto Shinji Mikami, si poteva fare di più.

In un panorama così assettato di esclusive come quello di Xbox prendere un titolo come Hi-Fi RUSH e buttarlo nel Game Pass ha un po’ il sapore dello spreco, per quanto comunque sia cosciente che non stiamo parlando di un cosidetto titolo Tripla A, ovvero quei mega gioconi con budget multi-milionari, tipo Assassin’s Creed.

Infine, per concludere, ecco in poche righe la mia recensione di Hi-Fi RUSH:
è figo, giocateci.

Una replica a “Hi-Fi RUSH: quant’è bello spaccare tutto a tempo di musica?”

  1. […] di nuovo) di The Last of Us, come per esempio Devil May Cry o il fresco di pubblicazione Hi-Fi RUSH. In generale è una modalità che permette al titolo che la offre di mettere in risalto il […]

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